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.: Dixon Hill :.             -Intro-
 

  

 

 


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UN NUOVO ANNO E'RICOMINCIATO RINGRAZIAMO TUTTE LE PERSONE DI TUTTE LE ETA' E DI TUTTI I PAESI CHE CI HANNO SEGUITO L'ANNO SCORSO

GUYS(VUAGLIU') NOW IT'S TIME TO ROCK!!

 

 

MANGIO PANE E DIXON HILL

Introduzione by Vittorio Zito

 

“Vengo con questa mia a dirvi…una parola!!!” come esibì in una sua famosa lettera il caro Totò.

Non c’è un vero significato in questa breve introduzione, né troverete un modo, leggendolo, di liberarvi di tre pazzi musicisti che tutti chiamano Dixon Hill.

Chi scrive non ha importanza, sono solo il ritratto del fan medio dei Dixon Hill, insomma quello che ha tuttora il coraggio di andarli a sentire negli angoli più malfamati della metropoli partenopea. Ora, immaginatevi che ho avuto la fortuna di conoscere questo gruppetto musicale per caso... Attratto dalla loro vita, ma soprattutto da ogni componente, a cui ho attribuito una particolare caratteristica, tenterò di darvi una mia impressione personale.

 

Non sono ammiro i Dixon Hill ,ma soprattutto quello che definirei “il contorno”. Con questo voglio ovviamente intendere i personaggi e i luoghi che li circondano. Ma passiamo alle prime impressioni sui componenti.

Ebbi la fortuna di conoscere per primo il bassista dei Dixon Hill, Carlo Coni. Ne rimasi impressionato dall’eccessiva grandezza delle sue mascelle e dalla voce impostata. Carlo è il bassista della band, durante le sue serate sa distinguersi dagli altri del gruppo per la sua estrema pacatezza nel suonare, gli sguardi romantici che invia al Tarallo e le parolacce a Capello ,quando quest’ultimo s’improvvisa armonicista. Questo Ron Moss sangiorgese ama iniziare ogni pezzo chiedendo al Faraone “Farao’ in che tonalità stamm?” e chiude le sue serate chiamando il sottoscritto a trasportare gli amplificatori in macchina.

 

Ma passiamo a colui che forse è l’immagine del gruppo: Fabrizio Faraone. Occhialino scuro, barbetta e orecchino da duro, Faraone non è un semplice cantante e neanche un semplice chitarrista, Fabrizio Faraone è una religione. Tutti lo seguono, tutti lo vogliono, tutti lo toccano. Non potrò mai dimenticare la serata allo Uturn in cui diede il meglio di se con la sua chitarra e scese dal palchetto per invogliare il “Maestro” a metterci più grinta (suonando i tasti della tastiera con i piedi). Ma ricordiamo ai signori lettori alcune delle sue caratteristiche principali tra cui la rottura della corda di chitarra ogni serata, l’amore verso Eric Clapton e il rapporto “economico” con Capello. A proposito di questo personaggio, Capello lo sta ancora cercando per un prestito di euro 5.00 ed ha promesso di rifarsi sulla sua chitarra. La rottura della corda di chitarra a quanto pare accade spesso, come testimoniò Marco Risorgente ad una serata, girandosi verso me e dicendo “O’ fa semp!!!”.

Ma se Fabrizio Faraone è una religione, Paolo Tarallo è una divinità dell’Olimpo. Tutti i suoi fedeli accorrono a sentirlo in ogni angolo di Napoli, le donne si spogliano e cadono ai suoi piedi per il suo fascino da musicista. Carattere calmo e riservato Paolo suona tutto quello che c’è da suonare. Personalmente lo preferisco alla batteria, perché le volte che sta alle tastiere o non riesce a sentire gli altri componenti, o lo mettono in un angolino buio com’è accaduto al Gulliver. Il Maestro Tarallo mi ha insegnato con la sua pazienza da monaco buddista lo smontaggio della batteria, a differenza di quel tamarro del Coni che dice solo “Puort stì amplificator ind a’ machin p’piacer!!!”. Il Maestro è stato l’ultimo componente ad aggiungersi ai Dixon Hill e, come il bassista Carlo Coni, anche lui ha suonato con altri gruppi. Al Gulliver ad esempio, ha vinto la finale di una gara musicale. Ha sopportato quella sera con pazienza incredibile, essendo al lato buio del palco pur se acclamato da tutti.

 

Ma prima di chiudere questo articolo permettetemi di ringraziare alcuni personaggi. Perché senza di loro i Dixon Hill non sarebbero i Dixon Hill.

Marco Risorgente, perché grazie a lui ho capito che Chitarra+Moto= Donne. Marco è un grande chitarrista, senza offendere il Faraone, e al Gulliver la giuria ha espresso tutta l’ammirazione come trascinatore di folla. Lavora come grafico pubblicitario assieme a Mario Maratea, un altro personaggio di sicuro importante. Mario Maratea oltre ad essere anche lui nel mondo della musica come chitarrista dei Route 666, è il ritratto del datore di lavoro buono. Dimenticatevi il severo padrone con la frusta e l’operaio sottomesso. In occasione di una visita al suo negozio mi aspettavo di vedere il povero Risorgente in condizione di schiavitù estrema e invece…niente di tutto ciò. Ma forse ho dimenticato di esprimere un mio giudizio personale su un personaggio che a tutti puo sembrare originale: Alfredo Capello. Brizzolato, sulla cinquantina e con un italiano da invidiare ai piu grandi letterati, di questo strano tipo non si sa assolutamente nulla. Viene, probabilmente invitato dal Faraone, suona l’armonica e come afferma Carlo “Dice semp e’ stessi strunzat!!!”. Una domenica fece uno sbaglio colossale diede 5 euro a Fabrizio e da allora vive solo per “la caccia al Faraone”.

 Per ultimi ma non per importanza, diamo uno speciale ringraziamento ai fratelli Lello e Alessandro Robertiello, il primo cantante e il secondo bassista. E non dimentichiamoci neanche di Drummone il cui nome vero non l’ho mai capito, un ottimo batterista che giuro sulle palle di Faraone non ho mai visto ridere: sembrerebbe quasi sempre incazzato(con Faraone forse). Anzi a dire la verità, io mi parerei il culo, dato che ho scritto sopra che è un ottimo batterista.

Insomma questi sono i Dixon Hill con tutto il loro “contorno”. Per qualsiasi cosa, che so un eventuale credito che vantate nei confronti di Faraone, un tocco di mascella di Carlo o un consiglio di vita dal maestro Tarallo potete contattarli attraverso questo sito, oppure andando nei luoghi in cui si esibiscono. Infine nel caso in cui diventeranno famosi…raga non dimenticatevi io vi ho sempre voluto bene. In ogni caso non so voi ma io…mangio pane e Dixon Hill.

Vittorio

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